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Ritornato, ma per restare

31 anni di lavoro nella stessa azienda? "Trentuno" – in lettere fa ancora più impressione. Cos’ha spinto Philipp Meyer a trascorrere oltre la metà della sua vita presso la Georg Utz AG?

E’ venerdì e l’orologio segna le 17:30. Dopo una settimana intensa di lavoro, Philipp Meyer mette in ordine l’officina. "Vieni, andiamo a prenderci una birra insieme", Philipp, la sua squadra, e il suo nuovo collega Tom partono per il centro storico. Tom ha appena finito la sua prima settimana di lavoro alla Georg Utz, e ora vuole conoscere meglio i suoi colleghi nuovi. "Com’è stato per te, 30 anni fa?", vuole sapere Tom da Philipp. Gli altri colleghi della squadra ridono soddisfatti. Infatti, com’era a quel tempo?

"Ho iniziato il mio apprendistato come polimeccanico presso l’azienda Georg Utz AG e l’ho terminato nel 1995 – da allora sono sempre rimasto qui", così riassume Philipp con una sola frase il suo percorso professionale. Tom è letteralmente sbalordito. "Qual è il motivo di questa fedeltà e lealtà verso l’azienda?", chiede insistente. Ma Philipp, per spiegare le sue motivazioni, deve prenderla alla larga.

Recessione e stagnazione

Al termine dell’apprendistato, il suo tutore della Utz gli prospettò un posto nel reparto di rettifica utensili. Lui accettò l'offerta senza esitare. Gli piaceva il lavoro di squadra e si sentiva in buone mani. Andavano avanti tutti insieme, nella buona e nella cattiva sorte. Proprio una vera squadra.

Uno spirito davvero fondamentale, anche perché, a quel tempo, l’azienda era in fase di trasformazione – come del resto tutta l'economia svizzera che dal 1990 al 1996 non si muoveva di un millimetro: dapprima tre anni di recessione, poi tre anni di stagnazione. Neanche per la Georg Utz AG si trattava di un periodo facile. Invece di risparmiare e di gettare la spugna al proprio destino, il direttivo aziendale decise di investire in nuove macchine e servizi. E i collaboratori? Per Philipp e i suoi colleghi la particolare situazione significava una cosa sola: molto lavoro e un'incessante paura per il proprio posto di lavoro. Ciononostante, Philipp ripensa piacevolmente a quel periodo. Ogni giorno facevano tutti del loro meglio, e mai nessuno si rassegnava. Una specie di ansia da novità, un sentimento spesso citato e descritto a parole. Lo sforzo e l'impegno valsero la pena, ripagando in tutto e per tutto. Con la Georg Utz AG di Bremgarten, il Gruppo Utz è stato in continua crescita, dimostrandosi solido e molto proficuo. "Oggi abbiamo 8 sedi produttive distribuite su 3 continenti e più di 1.100 colleghi", aggiunge orgogliosamente.

Nostalgia di casa

Dopo il periodo burrascoso, Philipp sentì il bisogno di un distacco dall’azienda. Lo colse la voglia di viaggiare. Voleva fare qualcosa di buono per sé, girare il mondo. Scoprire cose nuove, conoscere altre persone e culture. In breve, voleva andarsene per una volta tanto dalla Svizzera.

Non se lo aspettava di certo, ma nel corso di un viaggio in Nicaragua ricomparve all’improvviso la sua patria scuotendolo nell'animo: là, in mezzo al nulla, c'era un contenitore grigio di plastica: made in Bremgarten, prodotto direttamente dalla Utz! Ma proprio adesso? Ancora vivido è il ricordo del caldo sentimento di fortuna, mista a felicità che lo pervase all’istante. Il contenitore di plastica apparteneva ad uno svizzero il quale, dopo aver riposto le sue poche cose in un RAKO, era partito alla ricerca di fortuna nella foresta pluviale. Ma se lui, invece, l'avesse trovato per caso? Questo Philipp non lo sapeva. Ma di certo sapeva che a casa sua lo attendeva la fortuna. Philipp non era un vero emigrante, lui voleva ritornare al fiume Reuss.

Rimanere o andarsene?

Ed ha avuto ragione. Dopo un breve periodo turbolento, Philipp portò a termine gli studi presso l'istituto tecnico commerciale ed accarezzò l'idea di cambiare posto di lavoro. Nell'altra azienda avrebbe potuto guadagnare qualche centinaia di Franchi in più, ma gli era stato negato il ruolo di capo-squadra. Lo avevano liquidato con un "Lei non è ancora pronto". I responsabili della Georg Utz AG, invece, erano di diverse vedute e più lungimiranti. Decisero, infatti, di assegnarli la direzione della squadra del reparto costruzione utensili.

"Una bella storia", dice Tom mentre finisce la sua birra. "Non c'è da meravigliarsi se sei rimasto in azienda." Philipp si guarda intorno. Ma sì, in realtà non si sente un estraneo. Roland è in azienda ormai da 43 anni, Christian da 26, Robert da 16, Andreas da 10, Fabio da 4. E lui? Da 27 interi anni: anni belli e preziosi, ricchi di esperienze. Lui è uno della Utz, anima e corpo.

"Ogni cosa deve rimanere così com'è!"

(Storytelling con businessmind.ch)